Viste le continue modifiche del servizio fornito da netsons, preferisco evitare spiacevoli sorprese e spostare il sito/blog in un altro servizio.
Il nuovo link è il seguente:
http://myurbanway.wordpress.com
Il blog avrà un aspetto diverso, almeno temporaneamente o fino a quando troverò un tema grafico che mi piace.
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Monaco di Baviera…
Prak Plaza di Otto Steidel [43 metri di torre residenziale]
Five courtyards di Herzog and De Meuron [Centro Commerciale]
(ho caricato velocemente alcune foto…la definizione del web non rende giustizia..le sistemo e le ricarico il prima possibile)
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Da piccoli abbiamo passato ore e pomeriggi a mettere insieme i mattoncini colorati della LEGO, per creare fortini, case, piste per le auto, stazioni sulla Luna, laboratori, veicoli dalle forme e funzioni più strane e chissà cosa altro!
Se la passione vi è rimasta (dubito possa scomparire) e se da grandi avete a che fare con il mondo dell’architettura, LEGO ha creato per noi fanatici del mattoncino Architecture una riproduzione di alcuni tra i più famosi edifici diventati dei veri e propri landmark per la società.


Sulla pagina web del Corriere di oggi, c’è questa notizia: La rivoluzione di Twitter manda in affanno i media.
Le reti sociali impongono una ridefinizione del giornalismo.
La questione mi interessa così mi appresto a leggere la notizia e mi rendo conto che il problema per il mondo dei giornalisti non è dare una notizia (qualunque essa sia) approfondita, dettagliata e reale…ma la velocità con cui essa appare sui blog prima ancora che sulla CNN…
Rifletto su ciò che sto leggendo e mi rendo conto che la rivoluzione, come viene definita dal giornalista che ha scritto l’articolo, viene annunciata come una fase di pericolo per il mondo della cronaca, senza rendersi conto che i blog nella maggior parte dei casi sono scritti da persone che non praticano la professione di giornalista o scrittore.
Di cosa hanno paura? Di non dare per primi una notizia?Se il timore è questo forse, se posso, dovrebbero preoccuparsi di più della qualità e veridicità delle informazioni che danno alla popolazione e lasciare a quest’ultima la possibilità di percepire la differenza tra diario virtuale e VERA Stampa.
Ma quando il jet della US Air ammara sul fiume Hudson o quando c’è il terremoto a Los Angeles, la notizia arriva coi messaggi di Twitter molto prima che sugli schermi della CNN o sui terminali dell’Associated Press: un cambiamento che costringe i giornalisti a dotarsi di una nuova «cassetta degli attrezzi » per affrontare rivoluzioni tecnologiche che stanno cambiando il modo di fare informazione.
Cassetta degli attrezzi? Cosa significa? Che i giornalisti anzichè occuparsi dell’informazione, cominceranno a cansurare i blog? Non mi pare una buona soluzione. Forse limiteranno gli argomenti da trattare per paura che un “falso giornalista improvvisato” possa rubare a loro il loro ruolo di messaggeri dell’infromazione…
In fondo all’articolo leggo:
…a chi gli chiedeva come sia possibile valutare l’attendibilità di un certo flusso di micromessaggi, qualche tempo fa il cofondatore di Twitter, Biz Stone, ha risposto che forse in futuro disporremo di un «algoritmo della credibilità», basato su un esame grafico dell’attendibilità delle notizie fornite da una certa fonte in un dato arco di tempo…
Credo che questa ansia rivolta alla tecnologia e ai social network possa solo peggiorare la sfera Stampa e alimentare l’azione dei diari virtuali, ma questa è SOLO una mia OPINIONE da non giornalista.
Surreale, divertente, imprevisto, assurdo, complesso, pungente, spassoso, brillante, folle e geniale.
Premetto che il genere fantascienza in stile guerre stellari o capitan Spok non mi coinvolge molto, e per questo ho letto pochissimi libri. Tuttavia questo libro mi ha sorpreso e spiazzato. Ero immersa in un libro che racconta un storia talmente assurda da sembrare vera e in qualche modo giustificabile. Aveva persino senso che i delfini (forme intelligenti superiori all’uomo) avessero tentato più volte di avvisarci dell’imminente distruzione del pianeta Terra…ma stufi della nostra incapacità di comprendere le loro “risate” se ne andarono ringraziandoci del pesce…
Il libro è assolutamente geniale e divertente, molti nomi dei personaggi (principali e non) sono ripresi e utilizzati nel mondo dell’informatica come addesempio Babylon il pesce traduttore…
Chi si sente un pò geek nell’animo…apprezzerà molto questo libro.

“Ora, è così bizzarramente improbabile che una cosa straordinariamente utile come il pesce Babele si sia evoluta per puro caso, che alcuni pensatori sono arrivati a vedere in ciò la prova finale e lampante della non-esistenza di Dio. “Le loro argomentazioni seguono pressapoco quesrto schema: ‘Mi rifiuto di dimostrare che esisto’ dice Dio ‘perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza fede io non sono niente’. “Ma’ dice l’uomo ‘il pesce Babele è una chiara dimostrazione involontaria della Tua esistenza, no? Non avrebbe mai potuto evolversi per puro caso. Esso dimostra che Tu esisti, e dunque, grazie a questa dimostrazione, Tu, per via di quanto Tu stesso asserisci a proposito delle dimostrazioni, non esisti. Q.E.D. Quod Erat Demonstrandum.‘